Badenheim 1939

Micol Canton
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Appelfeld i nazisti li ha conosciuti anche troppo da vicino: gli hanno ucciso i genitori e lo hanno internato in un campo di prigionia. A soli 14 anni riesce a fuggire e raggiunge fortunosamente la terra promessa degli ebrei, Israele, nel 1946. Morto il 4 gennaio 2018 è stato e rimane uno dei più importanti scrittori israeliani.

In questo breve romanzo, misurato nei toni ma potente nel messaggio, racconta la fine delle illusioni di un gruppo di ebrei, ospiti di un albergo nella località montana austriaca di Badenheim per le vacanze estive. Ciascuno di essi ha un proprio vissuto, sue proprie fragilità, sogni, progetti; ma tutti si infrangono davanti a un mutamento della storia che trova impreparato tutto il mondo civile: l’attuazione dello sterminio della loro razza, iniziato quasi in modo subdolo e culminante con uno di quei treni blindati che conducevano alla morte.

Siamo nel fatale 1939: il 1 settembre, la Germania nazista invade la Polonia. A Badenheim, fuori dal mondo, la gente normale vive inconsapevole gli ultimi sprazzi dell’estate: in questi tranquilli villeggianti è la metafora dell’intera società ebraica colta inerme dalla tragedia incombente, forse troppo disumana per poter essere anche solo minimamente immaginata.


Aharon Appelfeld
: nato nel 1932 e riparato nel 1946 in Israele, dove si è laureato ed è divenuto docente universitario di Letteratura. Nei suoi numerosi romanzi affronta esclusivamente, in modo diretto o indiretto, il tema della Shoah e dell'Europa prima e durante la seconda guerra mondiale.

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Questo testo è un gentile contributo offerto dall'associazione Amici della Biblioteca di Limena (Padova), un nutrito gruppo di appassionati lettori che organizza eventi pubblici gratuiti per condividere l'amore per la letteratura. Gli Amici della Biblioteca di Limena credono che la lettura non isoli, ma unisca, non estranei né dalla vita né dalla realtà, ma aiuti a viverla con pienezza e, se possibile, con gioia.

"Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere" ( D. Pennac)

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