C’era una volta…a Hollywood

Micol Canton
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Non sono molti i film che generano tra il pubblico un’attesa tale a quelli del regista Quentin Tarantino. La domanda "cosa piace dei film di Tarantino?" non ha una risposta unica ed è forse proprio il fatto che nei suoi lavori si trovano tante suggestioni diverse il motivo per cui siamo sempre molto incuriositi dalle sue produzioni cinematografiche.


Il film “C’era una volta...a Hollywood” racconta la vita nella mecca del cinema nel 1969: ne racconta i protagonisti, la musica e i colori. Sotto sotto ne racconta le illusioni, quelle che il tempo ha infranto anche nella meravigliosa Hollywood. Purtroppo quando certe illusioni cadono non si può più stare nella beata innocenza e bisogna andare avanti, cambiare perchè quei tempi non tornano più. Lo stesso Tarantino ha raccontato che il 1969 è stato l’anno di demarcazione in cui il modo di fare film è cambiato e quello che era stato prodotto solo uno o due anni prima era divenuto assolutamente datato. Un cambiamento epocale come forse è oggi quello rappresentato dai prodotti creati dalle piattaforme di streaming.

Quentin Tarantino, nato nel 1963, ha voluto raccontare la Hollywood della sua infanzia, di cui ricorda tutto, di cui era innamorato. Lo ha fatto attraverso tre personaggi Sharon, Rick e Cliff che sono su tre diversi scalini della società hollywoodiana. Sharon Tate (Margot Robbie), moglie di Roman Polanski, è un’attrice di successo, bella e benestante. Rick Dalton (Leonardo DiCaprio), vicino di casa di Sharon, è un attore il cui successo va scemando ma che tutto sommato se la cava. Cliff Booth (Brad Pitt) vive nella lontana periferia ed è uno stuntman: è la controfigura e il tuttofare di Rick, uno dei tanti che lavorano nell’industria di Hollywood.

Tre modi di vivere il mondo del cinema nel 1969, tre modi diversi di respirare la stessa aria e dall’incrocio delle loro vite nasce questo film pieno di attori, corse in auto, musica a tutto volume, insegne luminose, sigarette, pubblicità, set cinematografici, sparatorie, lacrime, risate e tanta ironia.

Il cast è spettacolare: oltre ai tre protagonisti già citati troviamo Al Pacino, Kurt Russell, Michael Madsen, Dakota Fanning, Emile Hirsch, Timothy Olyphant, Bruce Dern e Luke Perry nel suo ultimo ruolo. Anche Burt Reynolds faceva parte del cast ma è mancato il 6 settembre 2018 senza riuscire a girare nessuna scena. L’amicizia tra Rick-bastardo Dalton e Cliff è stata in parte ispirata proprio dal rapporto tra Burt Reynolds e la sua controfigura Hal Needham.

I personaggi sono ispirati a persone realmente esistite, le scene sono state ricostruite nei posti veri in cui è ambientata la storia, l’intento è proprio ricreare lo spirito di un’epoca ma non raccontare i fatti veri dell’epoca. Non aspettatevi l’ennesimo film su Charles Manson e sui massacri Tate-La Bianca anche se lui e la sua setta appaiono nel film e lo stesso attore interpreta Manson anche nella serie Netflix Mindhunter 2.

Questo è il nono film di Quentin Tarantino e il regista ha dichiarato che probabilmente sarà il suo penultimo film come regista. Naturalmente speriamo di no.

Once upon a time in... Hollywood mi è piaciuto moltissimo e mi sono innamorata di certe inquadrature e di certe scene. Ho già voglia di rivederlo. Tra tutte le belle interpretazioni la mia preferita è quella di Brad Pitt che credo abbia recitato magistralmente il miglior ruolo della sua carriera.

Vi consiglio di andare a vederlo al cinema per gustarvelo appieno e con l’attenzione che si riserva a un prodotto artistico. Anche se il film dura 2 ore e 40 minuti, andate per vedere, ascoltare ed emozionarvi senza chiacchierare o consultare il cellulare. Vi assicuro che ne vale la pena.

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